Mis(S)conosciute - La newsletter #1

Scrittrici (e altre cose) tra parentesi

Ciao!

Questa è la prima newsletter di Mis(s)conosciute - scrittrici tra parentesi, un podcast scritto, detto e prodotto da Giulia Morelli, Maria Lucia Schito e Silvia Scognamiglio, in cui proviamo a liberare dalle parentesi le storie di scrittrici lette - ma non troppo - degli ultimi 60 anni. 

Innanzitutto, grazie per essere qui

Inauguriamo oggi, in una data simbolica, questo nuovo spazio in cui una volta al mese parleremo di tutto ciò di cui secondo noi si parla ancora troppo poco, di tutte quelle tematiche sulle quali vorremmo porre l’accento e accendere riflessioni, di ciò che amiamo e che ci sta a cuore: la scrittura, la letteratura scritta da donne (ma anche da uomini), l'espansione inclusiva del canone letterario, la (ri)scoperta di ciò che è stato dimenticato e trascurato, i diritti, l'uguaglianza che vorremmo venisse presto o tardi raggiunta con un'integrazione e comprensione profonda delle differenze e non con un livellamento su uno standard che troppo spesso coincide con quello che vogliamo superare. 

In questo giorno in cui si celebra la Giornata Internazionale della Donna, sul nostro blog stiliamo un bilancio amaro sulla condizione delle donne in Italia e in Europa dopo un anno di pandemia, in cui i diritti e le possibilità delle donne hanno subito una battuta d'arresto che potrà forse essere recuperata tra molti anni e con misure importanti (come quelle che dovrebbe prevedere il Recovery Plan, in primis, speriamo). 

In quel post però parliamo anche di ciò che come Mis(S)conosciute tentiamo di fare, per le donne, per le scrittrici, per noi, per tutti. 

Ecco a voi e buon 8 marzo a tutti, nonostante tutto.


Brianna Carafa 

C’è una piccola casa editrice a Roma molto affine con ciò che come #missconosciute ci siamo proposte fin dal primissimo giorno di questa nostra avventura: puntare il riflettore sulle parole di scrittrici non troppo note dell’universo letterario contemporaneo.

L’editore si chiama Cliquot e si definisce la casa editrice del recupero dei classici mancati, delle belle opere dimenticate. Un lavoro fatto di attenta ricerca e incontri fortuiti, setacciando vecchi numeri di riviste letterarie, mercatini di libri usati, testi trovati per caso che inaspettatamente nascondono tesori.

Uno degli ultimi gioielli ritrovati da Cliquot è il libro “La vita involontaria” dell’autrice e psicanalista davvero #missconosciuta Brianna Carafa. Sul web si trovano scarse informazioni sulla sua biografia: le notizie più approfondite e complete le leggiamo nella prefazione al romanzo curata da Ilaria Gaspari che per scriverla ha compiuto un vero scavo archeologico nel passato dell’autrice. Ha conosciuto la figlia di Brianna Carafa, Fiammetta, e il dialogo scaturito da quell’incontro le ha permesso di scoprire qualcosa in più su questa donna straordinaria. 

Brianna Carafa, un nome quasi favolesco, nasce a Napoli nel 1924, figlia del duca napoletano Antonio Carafa d’Andria e di una donna davvero molto intraprendente di origini polacche, Fiammetta: muore quando Brianna era ancora piccola, precipitando nel golfo di Napoli sull’aereo sportivo che stava pilotando. Brianna si trasferisce adolescente a Roma dalla nonna materna, Marianne Frankenstein Soderini, una femminista della prima ora, autrice del pamphlet del 1906, “Il voto politico alla donna”. Nella sua vita non le mancarono quindi stimoli intellettuali, culturali e letterari che influenzeranno la sua visione del mondo e la sua scrittura. Studia architettura per poi passare alla psicologia, diventando psicanalista e nei primi anni Cinquanta fonda la rivista di poesia e fotografia “Montaggio”, con Paolo di Paolo e Mario Trevi.

Nonostante le tantissime attività professionali e culturali, la scrittura per Brianna c’è sempre stata. Scrive tanto, riesce a pubblicare una raccolta di poesie e poi, nel 1975 esce per Einaudi il suo romanzo d'esordio, “La vita involontaria”, nominato tra i finalisti nella cinquina del Premio Strega. La quarta di copertina, redatta da Italo Calvino, recita: “È un libro di qualità: qualità narrative perché certo ‘succede qualcosa’ e qualità di scrittura, così chiara e ferma”. Il secondo e ultimo libro di Brianna, “Il ponte nel deserto”, uscì postumo: Brianna morì nel marzo 1978, a brevissima distanza dalla pubblicazione. 

Dopo aver letto un romanzo come “La vita involontaria” (che sempre Ilaria Gaspari racconta in maniera eccelsa in questo video), ci chiediamo come sia possibile che la letteratura italiana contemporanea dimentichi un’autrice dal certo peso letterario, raffinata e con qualcosa da dire come Brianna Carafa. 

Questa, assieme a tante altre, è una domanda che ci poniamo spesso quando scopriamo autrici ingiustamente dimenticate e che nonostante il tempo che è passato hanno ancora tanto da dire a chi si perde tra le loro pagine. Questa domanda è tra quelle che attivano la curiosità di sapere tutto su queste donne, che fanno venir voglia di reperire tutto ciò che hanno scritto per leggerlo e provare a raccontarlo. Ci è capitato rileggendo Fabrizia Ramondino - della quale si trovano solo due libri in circolazione nonostante la più ricca produzione letteraria - e ci capita in realtà ogni volta che ci rendiamo conto che autrici per noi imprescindibili non sono poi così note. Il frutto della nostra curiosità è anche questa newsletter, questo spazio dedicato a Brianna Carafa: speriamo che questo breve ritratto vi abbia fatto venir voglia di correre a leggerla. 


Uno spazio in cui una scrittrice ospite consiglia ai lettori di #missconosciute un’autrice da leggere: la sua autrice preferita, una scrittrice troppo poco nota, poco pubblicata, un libro poco conosciuto di un’autrice famosa o la scrittrice che secondo lei tutti dovrebbero leggere. 

Inauguriamo questa rubrica della newsletter ringraziando la nostra prima scrittrice ospite: Giulia Caminito, autrice del romanzo “L’acqua del lago non è mai dolce, proposto per il Premio Strega da Giuseppe Montesano. Giulia è laureata in Filosofia politica e ha esordito con il romanzo “La Grande A” (Giunti 2016, Premio Bagutta opera prima, Premio Berto e Premio Brancati giovani), seguito nel 2019 da “Un giorno verrà” (Bompiani, Premio Fiesole Under 40). Ieri sera Giulia Caminito ha dialogato su IGTV di moltissime cose interessanti - del suo libro, di scrittura, editing e dei meccanismi del mondo editoriale - con l’editor Sara Cappai.

Qui Giulia ci racconta perché dovremmo leggere e riscoprire Matilde Serao.

GIULIA CAMINITO LEGGE MATILDE SERAO 

“Efficace la frase, Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli. Avevate torto, perchè voi siete il Governo e il Governo deve saper tutto. Non sono fatte pel Governo, certamente, le descrizioncelle colorite di cronisti con intenzioni letterarie, che parlano della via Caracciolo, del mare glauco, del cielo di cobalto, delle signore incantevoli e dei vapori violetti del tramonto: tutta questa rettorichetta a base di golfo e di colline fiorite, di cui noi abbiamo già fatto e oggi continuiamo a fare ammenda onorevole, inginocchiati umilmente innanzi alla patria che soffre; tutta questa minuta e facile letteratura frammentaria, serve per quella parte di pubblico che non vuole essere seccata per racconti di miserie. Ma il governo doveva sapere l'altra parte; il governo a cui arriva la statistica della mortalità e quella dei delitti; il governo a cui arrivano i rapporti dei prefetti, dei questori, degli ispettori di polizia, dei delegati; il governo a cui arrivano i rapporti dei direttori delle carceri; il governo che sa tutto.”
Da “Il ventre di Napoli”, Matilde Serao

Matilde Serao è stata la prima grande giornalista donna in Italia: il suo modo di scrivere fluviale e il suo polso nel mondo delle lettere mi hanno sempre incuriosita, ammaliata. Ho scelto Matilde Serao perché sa parlare di contesti miserevoli seguendo la grande tradizione verista italiana, ma sa anche raccontare la mentalità borghese che andava formandosi in quegli anni. Perché non ha paura di rivolgersi direttamente ai detentori del potere e accusarli.

Serao scrisse moltissimo, dagli articoli di giornale e di cronaca ai racconti per bambini, dai romanzi alle réclame per prodotti di bellezza, come creme e busti contenitivi. Fu una presenza ingombrante sui giornali per cui lavorava, scriveva infatti su tutto e continuamente. 

Di lei si dice che fosse una donna antifemminista, aggressiva sul lavoro, eccentrica e determinata, lo stesso Edoardo Scarfoglio, suo marito, scrivendo di lei ne racconta la vanità e l’irruenza, nonché quella sua distintiva risata piena e calorosa. Testimone della sua verve e del suo acume letterario fu la scrittrice americana Edith Wharton, che ne parlò così: “Con il suo abbigliamento e la sua cadenza stridenti, appariva assurda in quel salotto, dove tutto era in penombra e in semitono – ma quando incominciava a parlare era padrona del campo”. Serao morì nel 1927 proprio mentre stava scrivendo e lavorando, da poco era stata candidata al Nobel che non aveva vinto ma che era stato assegnato a un’altra scrittrice italiana: Grazia Deledda.

Leggere Matilde Serao oggi vuol dire recuperare le radici di una parte di storia della scrittura delle donne importante, che sembra lontanissima ma in realtà si porta dietro per carattere, per temi, per sguardo e per lingua tanta contemporaneità.

Qualcosa da leggere di Matilde Serao

“Il ventre di Napoli”  (1884)  perché è uno dei primi esempi di giornalismo letterario e perché racconta la vita brulicante della città e con questa la vita di molte città dell’epoca. Un libro che oggi risulta ancora più attuale perché è un esempio di ibrido tra la cronaca e la letteratura. Nato dopo l’epidemia di Colera che ha toccato la città partenopea, vuole essere un racconto della città e della gente che la abita, in risposta all’annuncio di Agostino Depretis di voler ripulire i quartieri più poveri della città. Famosa rimase la sua frase: “Bisogna sventrare Napoli”.

“Piccole anime” una raccolta di racconti sulla povertà, la miseria, con uno sguardo limpido, mai buonista, mai estetizzante.

“Le amanti” perché dentro la raccolta c’è il mio racconto preferito che è “L’amante sciocca”, un sofisticato racconto sulla vanità degli scrittori.

Una domanda di #missconosciute per Giulia Caminito: Puoi consigliarci delle autrici contemporanee da riscoprire?

Ce ne sono moltissime, me ne vengono in mente tre legate tra loro dall'essere state le compagne o mogli di autori celebri e per questo spesso poco considerate come scrittrici: Paola Masino, Marise Ferro, Bianca Garufi. 


Il 13 gennaio 2021 abbiamo inaugurato sul canale IGTV la rubrica del mercoledì #missconosciuteinpillole: uno spazio in cui finalmente ci mettiamo la faccia e dove  raccontiamo in breve letture e fatti che ci hanno particolarmente colpito e le autrici mis(s)conosciute (e non) che ci capita di leggere.

In questa sezione elenchiamo gli argomenti di cui abbiamo parlato nelle pillole e le date da ricordare delle autrici di cui vi raccontiamo la vita e le opere nel nostro podcast.

Date importanti

  • Il 3 febbraio 1971 è il compleanno di Sarah Kane, la drammaturga britannica protagonista del secondo episodio di Mis(S)conosciute 

  • Il 20 febbraio 1999 lascia il mondo Sarah Kane, suicida a soli 28 anni.

  • Il 4 marzo di 35 anni fa muore Elizabeth Smart, l’autrice e poetessa canadese di cui abbiamo raccontato nel podcast. 

  • Il 23 marzo è il compleanno dell’autrice egiziana Ahdaf Soueif, attivista per i diritti civili.

    Le pillole su IGTV 

Se poi oltre alle parole vi aggrada un po’ di musica, vi droppiamo la prima (si spera) di molte Mis(S)conosciute in playlist: dentro ci trovate un po’ di Sanremo (Madame, La rappresentante di lista - anche se con un altro singolo, più bello -, e Lous and the Yakuza che ha duettato con Gaia), un po’ di Italia che non è Sanremo (Lyre, i “nostri” Shijo X, Any Other con una splendida cover di Björk), la Phoebe Bridgers di cui sopra, un paio di novità freschissime (Arlo Parks, The Staves) e una gravissima perdita di inizio 2021, SOPHIE.


DA ASCOLTARE

  • Il primo episodio del ciclo “Femminile futuro” del programma di Radio 3 “Uomini e profeti” in cui Felice Cimatti intervista la scrittrice, filosofa e femminista Luisa Muraro

  • Il 28 marzo è l’80° anniversario dalla morte di Virginia Woolf. Per celebrarla, oltre a leggere tutto ciò che ha scritto, vi consigliamo l’ascolto su Storytel di “Diario di una scrittrice”, una bellissima selezione dai suoi diari.

  • Stasera alle 20:30 su Radio Tre va in onda “Dentro. Una storia vera, se volete” di e con Giuliana Musso. Lo spettacolo ha debuttato alla Biennale Teatro ad agosto 2020 ma il Covid lo ha fermato: un’occasione unica per recuperare il lavoro di una drammaturga e interprete tra le più importanti in Italia.

DA LEGGERE

  • Per festeggiare Virginia Woolf, raccomandiamo caldamente l’iscrizione alla newsletter About Woolf: ogni 25 del mese viene spedita una lettera da parte di Virginia, tratta dal suo epistolario: un modo per scoprire una Virginia ben diversa da quella che s’intravede nei libri di scuola. Una Virginia umana, indubbiamente più divertente e più libera.

  • A proposito di Virginia Woolf, abbiamo letto in questi giorni il secondo numero della rivista MsHeresies, una pubblicazione del Rietlanden Women’s Office di Amsterdam. La rivista riporta lo speech del 1884 di William Morris “Useful work versus useless toil” accompagnato da materiale connesso alla relazione personale e artistica delle sorelle Virginia Woolf e Vanessa Bell.  Il progetto è una collaborazione tra due storiche riviste femministe: Ms e Heresies.
    Navigando, abbiamo scoperto che Heresies, pubblicata dal 1977 al 1993, è consultabileonline gratuitamente su @internetarchive

  • La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha attivato i servizi di prestito da remoto tramite la piattaforma MLOL. Per iscriversi basta seguire la procedura a questo link. Si possono consultare quotidiani, riviste e scaricare in prestito due ebook al mese, consultabili tramite le app della piattaforma. 

  • Il racconto breve “The first feminist” di Bernardine Evaristo (in inglese) su Wepresent di Wetransfer. 

DA GUARDARE

  • Da oggi al 14 marzo su Cineteca Milano è disponibile in streaming gratuito la rassegna di film e documentari #DONNEFRAUENDUNNASFEMMES

  • Il 6 marzo la scrittrice, femminista e critica d'arte Carla Lonzi avrebbe compiuto 90 anni. Carla Lonzi dedica la sua vita al femminismo e la sua attività ha il merito di aver rappresentato una vera e propria avanguardia: con Rivolta Femminile, il movimento femminista da lei fondato, dà il via alla nascita dei gruppi femministi italiani e anticipa i punti cardine dell’intero movimento. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ha acquisito l’Archivio Carla Lonzi nell’ambito del progetto Women Up, un programma radicale di 6 anni che valorizza le artiste della galleria nazionale. L’archivio Carla Lonzi è stato interamente digitalizzato con oltre 16.000 immagini ed è consultabile online su Google Arts&Culture. Avvertenze: è difficile staccarsi dallo schermo!
    «Per uguaglianza della donna si intende il suo diritto a partecipare alla gestione del potere nella società mediante il riconoscimento che essa possiede capacità uguali a quelle dell’uomo. Ma il chiarimento che l’esperienza femminile più genuina di questi anni ha portato sta in un processo di svalutazione globale del mondo maschile. Ci siamo accorte che, sul piano della gestione del potere, non occorrono delle capacità ma una particolare forma di alienazione molto efficace. Il porsi della donna non implica una partecipazione al potere maschile, ma una messa in questione del concetto di potere. È per sventare questo possibile attentato della donna che oggi ci viene riconosciuto l’inserimento a titolo di uguaglianza».
    da “Sputiamo su Hegel” (Scritti di Rivolta Femminile, 1970)

  • Terminata la 71° edizione del Festival di Sanremo che, nonostante l’assetto pandemico, si è confermata una rassegna di #tuttimaschi con grottesche presenze femminili (Palombelli, Vincenzi), salvo qualche rara eccezione relegata a tarda notte, tipo Matilda De Angelis e la “regina” Elodie, rilanciamo un video dello scorso anno realizzato da Noisey in cui la stella del Quartaccio racconta il suo quartiere e la sua vita in una borgata romana difficile. Una testimonianza che ci ha commosse e che ci ha fatto riflettere: Elodie ha e ha avuto tenacia, talento e bellezza ed è riuscita, anche senza istruzione, a raggiungere traguardi importantissimi, “a farcela”, come si dice. Ma quanti ragazzi di borgata con poche o nessuna possibilità ma con meno carattere (e fortuna) di Elodie soffriranno il gap educativo che ancora più eclatantemente il Covid-19 ha reso evidente? 

  • Giovedì 11 marzo alle ore 20:00 partecipiamo alla rassegna “Femminile Plurale” organizzata dal centro culturale Villa Sottanis di Casarza Ligure. La rassegna si sviluppa per tutto il mese di marzo con approfondimenti, incontri virtuali e contenuti dedicati alla questione femminile, nel tentativo di stimolare un dibattito ed esplorare punti di vista diversi sul ruolo della donna nella società contemporanea. L’evento si svolgerà sulla pagina Facebook di Villa Sottanis. 

  • Tra qualche settimana sarà online un episodio speciale di Mis(S)conosciute - scrittrici tra parentesi in collaborazione con Pillow Talk Platform, la piattaforma per contenuti culturali audio ideata dal gruppo di lavoro di Matèria, galleria di arte contemporanea con base a Roma. In questo episodio speciale Mis(S)conosciute racconta le esperienze speculari di due autori semi-analfabeti ma poeti e (quasi) conterranei: Clelia Marchi, autrice del famoso diario-lenzuolo custodito presso la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale, e Pietro Ghizzardi, artista irregolare e autore di “Mi richordo anchora" edito da Quodlibet e la cui opera è custodita nella Casa Museo Pietro Ghizzardi.

  • Nel mese di aprile parteciperemo a una serie di incontri su Zoom organizzati dall’associazione “Donne Insieme contro la violenza” in una scuola superiore di Arzano (Na) nell’ambito di un progetto di educazione e sensibilizzazione contro la violenza sulle donne


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